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Vibram experiences

04/06/2009

Mi piace chiamarla “la Grande Parete Est”, per non ridurla al solo Canalone Marinelli, oggetto di tante fantasie dei freerider estremi di tutta Europa. Perché La Grande Parete Est? Semplicemente perché dopo un tornante lungo la valle Anzasca, si spunta all’improvviso davanti a una parete dalle dimensioni himalayane: quota 4.634 m sulla Punta Dufour, dislivello verticale di 2.700 m fino al ghiacciaio del Belvedere (1900 m) e di oltre 3000 m fino al paeseino Walser di Macugnaga. Per trovare qualcosa di più alto, bisogna andare in Himalaya. L’obiettivo del giorno è la Silbersattel (Sella d'Argento): quota di partenza 4.515 m, tra la Punta Dufour e la Punta Nordend, ossia la linea più diretta nella Est.

  • VETTA: 4.515 m (Silbersattel)
  • DISLIVELLO: 2600 m fino al ghiacciaio, 3.200 m fino al parcheggio
  • PENDENZA: 45/50° nel canale sottostante alla Silbersattel, 45° abbondanti nel canale parralello alle roccie grigie, poi 35/40°
  • DURATA DISCESA: 1h per la parete
  • EQUIPAGGIAMENTO: Vibram, K2 Snowboarding, Vitali Spa.

Per la cronaca, volevo fare la Silbersattel (Sella d’Argento) da molto tempo; la sentivo in sintonia con le mie corde... Convinta l'organizzazione, Ettore “I-Free” Schranz, per il drop "sul confine" con la Svizzera, eccoci arrivare lo scorso 18 aprile alle 8:30 sulla Sella d'Argento. Eravamo pronti a ripetere le curve del mitico Sylvain “silver” Saudan, "sciatore dell’impossibile" che nel 1969 tracciò le prime curve in questo canalone, facendo sognare generazioni di freeriders. Durante la discesa insieme ad alcuni locali di Macugnaga, cercando di resistere alla mia indole che mi spinge verso una linea ancora più diretta, rimango nell’asse del canalone. Le condizioni sono comunque da urlo, con 50 cm di neve appena consegnata dal Babbo Natale degli freeriders e non ancora rovinata dal sole... L’inizio della giornata è già da “perfect day”. Curve nell’aria sottile a 4.500 m di quota, dominando il vuoto onnipresente, avendo nel mirino e nell’asse il canale della Sella d’Argento, le mitiche rocce grigie e il canale sottostante fino al Belvedere. Averli allineati è davvero mitico! Uno dei motivi per i quali adorare la montagna. Spinti dalla voglia di novità, insieme a “Macumba” ed Ettore, usciamo dal pendio parallelo alle rocce grigie già fatto 3 anni fa. E non siamo per niente delusi, ci sono tutti gli ingredienti dello snow “ripido”: pendenza, neve trasformata, ghiaccio e sassi. Raggiunto il gruppo dei locali ( Ale, Enzo, Lorenzo, Diego, Dario, Giorgio, Dante e un cliente) proseguiamo verso la variante a sinistra del crestone Marinelli, in 50 cm di neve fresca, fino al Belvedere. Arriviamo con la sensazione di aver vissuto un’esperienza rarissima (2600 m di discesa in neve fresca quasi omogenea). Per quanto riguarda l'attrezzatura, utilizzavo per la prima volta gli scarponi, che ho dovuto “adattare” al mio piede; un pò come facevo una volta con le scarpette da free-climbing, camminando per 2 giorni in casa. Non so se sia consigliabile a tutti, ma nel mio caso preferisco sentire bene la tavola avendo al piede uno scarpone stretto. Questi scarponi –marchio K2 modello T1- dotati di suole Vibram, offrono un grip davvero eccezionale, insieme ad una sensazione di stabilità laterale molto buona, quasi da scarpone di montagna. Prestazioni apprezzabilissime nelle fasi di salita, con la tavola nello zaino. Una giornata indimenticabile, che apre la strada ad altri sogni in questa mitica Parete Est del Monte Rosa.

Raimondo “Rai” Cogotti


Photo: "Rai", freeriding Monte Rosa
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